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Vogliamo attraverso le pagine di questo sito raccontare le vicende di Alarico.Della sua vita, dall'infanzia alla morte, attraverso mille avvenimenti che non hanno solo segnato la vita del Re di tutti ma anche inciso profondissimamente sulla nostra storia contemporanea poichè noi siamo figli degli avvenimenti che ci hanno preceduto. E gli avvenimenti causati da Alarico hanno profondamente segnato tutto il successivo svolgersi della storia.
Scopo di questo sito è quello di raccogliere adesioni in tutta la rete, di tutti coloro che nella vita hanno un sogno: ritrovare il sepolcro di Alarico e il suo tesoro che noi sappiamo con certezza ove effettivamente sia.Non per il semplice gusto della scoperta, ma per l'affermazione che la vita può essere ricca di sogni che, se adeguatamente coltivati e perseguiti, finiscono per trasformarsi in realtà.
" ..........Oh. che bazza sarà per Cosenza il rinvenimento della tomba di Alarico ! Come Gerusalemme, come la Mecca, la nostra città sarà allora la meta non solo di tutta la razza germanica che vorrà onorare il giovine eroe, ma di tutti gli eruditi del mondo che studieranno i tesori di Roma imperiale.........................."
J.V.Widmann - 1904 -
La ricerca è partita da lontano, sono stati esaminati centinaia di documenti e fonti storiche per scoprire quello che da sempre è stato sotto gli occhi di tutti, celato alla vista ma non alla mente.Da sempre, dall'epoca della sua sepoltura, il sepolcro di Alarico è alla vista di tutti ma sottratto a mani rapaci che mai hanno violato la sua tomba. Alaricus Rex Gothorum riposa ancora sul suo destriero, la spada in mano, cosi come fu calato nel suo sepolcro 1600 anni or sono; ricoperto di oro fino e con accanto i tesori di Roma imperiale, aspetta che i sognatori come noi, come te che stai leggendo, riescano ad avviare una campagna di scavi, per tornare alla luce e continuare a cavalcare alla testa dei Goti in imprese militari millenarie.
Grazie della tua visita e grazie ancora di più se vorrai sottoscriverti a questo sito e contribuire alla sua vita.
Il gioco in età post imperiale
Molti storici, nei loro studi, hanno rivelato che già nelle civiltà antiche esistevano il gioco e le scommesse. Ciò accadeva anche nella Roma post-imperiale, al momento della discesa di Alarico.
Sicuramente non si giocava a blackjack o a poker, ma molti giochi di quel tempo sono praticati anche oggigiorno.
Al tempo, se si entrava in un’osteria o una locanda, con tutta probabilità si poteva notare delle persone gesticolare animatamente, come se litigassero. In realtà, avvicinandosi, si capiva che l’atmosfera era distesa e le persone stavano giocando alla morra, chiamata all’epoca micatio. Ad ogni modo colpisce che questo gioco a noi familiare ci fosse già in quell’epoca. E’ come un reperto archeologico.
La morra era uno dei giochi tollerati. Infatti, ad eccezione del periodo dei Saturnali (il nostro Carnevale), era vietato giocare, ed erano accettate solo le scommesse (sponsiones, ma solo al Circo Massimo e al Colosseo) e nel caso si veniva scoperti a giocare, bisognava pagare una multa pari a quattro volte la puntata. Ad ogni modo, già dal periodo degli Antonini (II sec. dopo Cristo) il gioco iniziò ad essere accettato.
Si giocava anche a navia aut capita, il nostro testa o croce. Si chiamava in quel modo perché le monete avevano sui due lati la prua di una galea e la testa di Ciano bifronte. Ovviamente con il tempo le monete sono cambiate ma l’espressione è rimasta.
Un altro gioco, tutt’ora praticato, è il pari e dispari, chiamato nell’antica Roma “par impar”. Bisognava all’epoca indovinare il numero di pietroline che l’antagonista aveva nascosto in mano.
Le osterie e le locande, i casino di allora, avevano dei retrobottega dove si giocava ai dadi (tesserae). Si possono immaginare questi retrobottega come gli attuali retro bar o quelle salette che si vedono nei film dove si gioca a poker.
In conclusione, la febbre del gioco attanagliava gia’ i Romani, e si narra che lo stesso imperatore Augusto abbia perso 200.000 sesterzi (circa 400.000 euro!).